Cineforum

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“Film: sogno del regista, sogno dello spettatore”

Nel 1895, anno in cui a Parigi veniva proiettato il primo film dei fratelli Lumiere, a Vienna Freud  eseguiva la prima interpretazione di un sogno. Film e sogni procedono paralleli. Entrambi si affidano al linguaggio delle immagini che rappresentano la forma di pensiero più arcaica e più vera, non ancora inquinata dalle convenzioni della parola. Il film è un sogno, il sogno del regista e di tutti coloro che hanno partecipato alla sua costruzione.  È un sogno che noi  possiamo  risognare, a partire dalla nostra storia, dai nostri vissuti , dalle nostre emozioni. Nel nostro laboratorio l’inconscio del regista ci accompagnerà ad esplorare i più reconditi luoghi della nostra mente.

Luce e buio, ecco il cinema.
Ma anche la psiche, fatta di chiarori ed oscurità, di forza e paura.
Perché cinema e psiche, insieme?
Perché sono fatti della stessa sostanza, storie e immagini.
Il cinema è un grande esperimento sul sogno e la memoria.
Di continuo li richiama e li confonde, trasformandoli in storie
che non sono più quelle che seguiamo sullo schermo.
Perché sono diventate nostre.
E’ uno scambio.
I personaggi ci raccontano le loro storie,
così noi possiamo prestar loro le nostre emozioni “

Vittorio Lingiardi

Da alcuni anni la SPC organizza, a cadenza settimanale, un cineforum online condotto da due docenti della scuola, la dott.ssa Laura Grignola e la dott.ssa Isabella Donato, rivolto ad un gruppo di laureandi e laureati in psicologia o medicina. Tale attività prevede la visione di un film seguita da una discussione sulle emozioni e riflessioni evocate dalle immagini cinematografiche.

Qui di seguito sono disponibili  le registrazioni audio delle discussioni.

Uno sguardo tra le righe

Uno sguardo tra le righe

Riflessioni e commenti su fatti del mondo (dal 2003 al  2014 – Archivio)

La rivincita della psicoanalisi. Risposta a Internazionale

di Nicoletta Massone

Buongiorno. Sono una docente della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Comparata di Genova e vi scrivo, insieme con gli allievi del primo anno di corso, in merito all’articolo da voi pubblicato nel mese di gennaio (n• 1138 – anno 23) La rivincita di Freud.

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Recensioni

Recensioni

In viaggio dentro le pagine (2015 – 2020- Archivio)

07 Gennaio 2020

Sandro Veronesi, “Il colibrì”

Recensione di Isabella Donato, psicoterapeuta SPC

Elogio dell’immobilità, ovvero come tentare di salvarsi dal dolore senza cambiare.

Il colibrì è il protagonista del libro, Marco Carrera, orgoglioso di questo soprannome perché, come l’uccellino, mette tutte le energie per mantenersi fermo e talora va anche all’indietro.

L’incipit lascia basiti: conosciamo uno psicoanalista che per tutelare l’incolumità del nostro protagonista gli rivela contenuti delle sedute con la moglie, irritandosi vieppiù dallo scoprire che gli è stato mentito; dopo questo agito, abbandonerà la professione per dedicarsi a cose veramente importanti, aiutare le popolazioni in situazioni di emergenza.

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20 Novembre 2019

Anna Giurickovic Dato,  La figlia femmina

Recensione di Isabella Donato, psicoterapeuta SPC

Entriamo nell’inferno dell’incesto familiare. Sappiamo degli abusi paterni sulla figlia fin dall’esordio della narrazione. Ma la storia, dopo l’esposizione del fatti in terza persona, è narrata dalla madre, il faro è puntato su di lei, che si interroga su come sia potuto accadere. Senza sconti e censure autoprotettive si viviseziona per capire cosa è accaduto, cosa ha trascurato e cosa ha cercato a tutti i costi di non vedere. E’ infatti una donna che si sente fragile, non vuole vedere le ombre, non tollera che gli altri le rimandino immagini disturbanti di sè e di chi ha intorno.

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29 Ottobre 2019

Eshkol Nevo, “Tre piani”.

Recensione di Isabella Donato, psicoterapeuta SPC

“L’importante è parlare con qualcuno. Altrimenti, tutti soli, non sappiamo nemmeno a che piano ci troviamo, siamo condannati a brancolare disperati nel buio, nell’atrio, in cerca del pulsante della luce”.

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15 Ottobre 2019

Michel Houellebecq, “Serotonina”

Recensione di Isabella Donato, psicoterapeuta SPC

“E’ una piccola compressa bianca, ovale, divisibile. Non crea né trasforma; interpreta. Ciò che era definitivo, lo rende passeggero; Ciò che era ineluttabile, lo rende contingente. Fornisce una nuova interpretazione della vita-meno ricca, più artificiale, e improntata ad una certa rigidità. Non dà alcuna forma di felicità, e neppure vero sollievo, la sua azione è di tipo diverso: trasformando la vita in una serie di formalità, permette di raggirare. Pertanto aiuta gli uomini a vivere, o almeno a non morire – per qualche tempo.”

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23 Luglio 2019

Han Kang, “La vegetariana”

Recensione di Isabella Donato, psicoterapeuta SPC

E’ la narrazione di un processo di dissoluzione in tre atti:

Tutto ha inizio con un sogno; Yeong-hye, la protagonista, fa un sogno con carne, sangue, ancora carne e ancora sangue, dappertutto; da allora rifiuta la carne, non la mangia non la tocca; esclude progressivamente ogni contatto “carnale”. E’ una deriva incessante e radicale, una ribellione per sottrazione, negazione, annullamento di sè.

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15 luglio 2019

Nadia Terranova, “Addio fantasmi”
Recensione di Isabella Donato, psicoterapeuta SPC

Ida torna nella casa natale, la casa che sua madre chiama “nostra” ma che lei non considera più sua: “negli anni ne avevo ripulito la memoria con accurata violenza”. L’attende un compito apparentemente semplice. Scegliere le cose da conservare e quelle da buttare: “ bisognava che tornassi per scegliere cosa lasciare andare”. Lascia la sua vita adulta in un altra città; prima di partire sogna di annegare.

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20 settembre 2015 – Il bazar degli abbracci e delle terapie

Riflessioni su “Il bazar degli abbracci” di Sonia Abadi
Recensione di Ivano Calaon – Psicoterapeuta, socio CSTCS

Abstract: Nel libro “Il bazar degli abbracci” l’autrice, una psicanalista, dipinge una serie di scene che raccontano l’esperienza del ballare il tango. Non si tratta di un testo solo per ballerini di tango o psicanalisti ma di una cronaca appassionata di questo ballo. A partire dalle suggestioni offerte si passa a discutere di se e come il tango e in generale le attività creative ed espressive possano essere terapeutiche

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